“Se considerassimo quanto è grande la misericordia di Dio, non cesseremmo mai di fare il bene mentre possiamo farlo, poiché, mentre noi diamo per suo amore ai poveri quello che lui stesso ci dà, Egli ci promette il cento per uno nella beatitudine del cielo” (San Giovanni di Dio - prima lettera alla Duchessa di Sessa)

Nato a Montemor-o-Novo, poco lontano da Lisbona, nel 1495, e trasferitosi in Spagna all’età di 8 anni, Giovanni di Dio – al secolo Giovanni Ciudad - vive una vita di avventure, passando dalla pericolosa carriera militare, alla vendita di libri e di immagini religiose. È a Granada Giovanni di Dio, il 20 gennaio del 1539, quando gli capita di ascoltare un sermone di Giovanni D’Avila. Rimane sconvolto: la sua conversione è così forte da sembrare pazzo. Viene quindi ricoverato all’Ospedale Reale, dove la malattia mentale a quei tempi viene curata con le catene e con la frusta. Viene presto riconosciuto sano e rimesso in libertà.

Dopo aver incontrato la drammatica realtà dei malati, abbandonati a se stessi ed emarginati e, dopo aver subìto lui stesso maltrattamenti, decide di consacrare la sua vita al servizio degli infermi e dei bisognosi. Fonda il suo primo ospedale a Granada nel 1539. A dicembre dello stesso anno il Vescovo di Tuy, Monsignor Sebastian Ramirez Fuenleal, Presidente della Cancelleria Reale di Granada gli conferisce l’abito religioso e gli conferma il nome che il popolo gli aveva dato “Giovanni di Dio”.

I suoi primi compagni danno inizio alla fondazione dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio “Fatebenefratelli”, a memoria dell’invito che sempre il Santo di Granada ripeteva mendicando per le strade della città: “Fate bene fratelli a voi stessi per amore di Dio”. Muore l’8 marzo del 1550. Nel 1630 viene dichiarato Beato da Papa Urbano VII, nel 1690 canonizzato da Papa Alessandro VIII. Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 viene proclamato Patrono degli ammalati, degli ospedali, degli infermieri e delle loro associazioni e, infine, Patrono di Granada (Spagna).